I racconti dal carcere di Il'ja Jašin: 25 gennaio 2024

Condividiamo la traduzione del post apparso il 25 gennaio sui profili social di Il’ja Jašin, oppositore politico attualmente detenuto in una colonia penale della regione di Smolensk, dove continua a scontare la condanna a otto anni e mezzo di reclusione comminata il 9 dicembre 2022 per "diffusione di fake news sull’esercito": sul suo canale YouTube aveva parlato degli eccidi commessi dall’esercito russo a Buča nei primi mesi della guerra in Ucraina.

“Ritengo quella sugli agenti stranieri
una leggefascista e anticostituzionale”

Condividiamo la traduzione del post apparso il 25 gennaio sui profili social di Il’ja Jašin, oppositore politico attualmente detenuto in una colonia penale della regione di Smolensk, dove continua a scontare la condanna a otto anni e mezzo di reclusione comminata il 9 dicembre 2022 per “diffusione di fake news sull’esercito”: sul suo canale YouTube aveva parlato degli eccidi commessi dall’esercito russo a Buča nei primi mesi della guerra in Ucraina.

Oltre alle precedenti accuse e alla condanna che sta attualmente scontando, Il’ja Jašin si troverà nel prossimo futuro ad affrontare un ulteriore processo per essersi rifiutato di adempiere alla cosiddetta legge sugli agenti stranieri che obbliga chiunque venga riconosciuto come tale dalle autorità ad apporre la dicitura di “agente straniero” su ogni propria espressione pubblica.

25 gennaio 2024

Ho una novità, amici. Non posso dire che sia buona, né che sia inaspettata.

Ieri è venuto a farmi visita in colonia un gentiluomo canuto che rappresentava la direzione locale del Roskomnadzor (l’ente preposto alla censura di stato, se mai qualcuno non lo sapesse). Con tono di scuse mi ha comunicato che “da Mosca sono arrivati i materiali” e che ora dovranno aprire un fascicolo su di me per il mio rifiuto di dichiararmi agente straniero.

È già il secondo fascicolo che nel giro di qualche settimana verrà esaminato dal tribunale locale situato nelle vicinanze della colonia. Nel caso decidessero di procedere contro di me, gli inquirenti avrebbero il via libera formale per istruire una causa penale. Evidentemente il loro progetto è proprio questo, e con i miei avvocati ci stiamo preparando a un simile scenario. A suo tempo vi faremo sapere data e ora dell’udienza.

Il gentiluomo del Roskomnadzor, tra l’altro, mi ha informato che, nella regione di Smolensk (dove mi trovo), c’è già un agente straniero che il suo ufficio sta “tenendo sott’occhio” (ha detto così, “tenendo sott’occhio”). A quanto pare, si tratta di un sacerdote del posto cui danno il tormento per le sue prediche contro la guerra.

La mia posizione, comunque, non cambia: ritengo quella sugli agenti stranieri una legge fascista e anticostituzionale e non intendo mettermi nessun marchio. E così mi presenterò in tribunale.

 

 

 

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