23
Nov

Kersnovskaja E., Skol’ko stoit celovek, Rosspen, Moskva 2006

In questo volume di memorie, illustrato da centinaia di suoi disegni, Evfrosinija Kersnovskaja ripercorre la sua straordinaria vicenda umana e il suo viaggio attraverso i vari gironi del Gulag. Deportata in Siberia come molti suoi compatrioti dopo l’occupazione sovietica della Bessarabia, conosce il lavoro massacrante al taglio del bosco, le più crudeli angherie e la fame, finché si decide a fuggire. Percorre così a piedi millecinquecento chilometri da sola nella tajga, prima di venire nuovamente catturata e condannata alla fucilazione. Ma la condanna è commutata in 10 anni di lager, e Kersnovskaja li sconta in diversi campi, dove lavora come muratore, veterinario, infermiera, inserviente all’obitorio, minatore… Anche qui, incontra compagni di sventura e aguzzini, raccoglie centinaia di storie.
Il libro è una testimonianza davvero unica ed estremamente convincente, anche grazie all’efficacia delle illustrazioni, della capac

2
May

Nissim G., Una bambina contro Stalin, Milano, Mondadori, 2007.

Luciana De Marchi cominciò la sua battaglia personale contro Stalin quando aveva appena tredici anni. Suo padre Gino, regista cinematografico, era un attivo militante del Partito comunista, emigrato in Russia neI 1921 per ‘servire la causa della rivoluzione socialista’. Ma nel 1922 fu accusato ingiustamente di essere una ‘spia dell’Italia fascista’ e nel 1937, durante i processi staliniani, fu di nuovo arrestato con la stessa imputazione. Sottoposto a incalzanti interrogatori, De Marchi continuò a negare con fermezza di aver svolto attività di spionaggio. Fu condannato, senza processo, alla pena capitale e venne fucilato a Butovo. Ufficialmente morì di peritonite in un gulag. Luciana ha dedicato la sua intera esistenza alla ricerca del padre e alla difesa della sua memoria. Gabriele Nissim, che ha incontrato Luciana De Marchi numerose volte, ricostruisce una vicenda umana che la storiografia ufficiale ha fino ad oggi ignorato.

27
Nov

Politkovskaja A., La Russia di Putin, Adelphi, Milano, 2005.

Da qualche tempo l’Occidente cerca di tranquillizzarsi sulla Russia presentando Vladimir Putin come un bravo ragazzo volenteroso. Ma ora questo libro di Anna Politkovskaja, giornalista moscovita nota per i suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani in Russia, ci svela, in pagine ben documentate e drammatiche, tale autoinganno. Ed è un libro destinato a restare memorabile per la maestria e l’audacia con cui l’autrice racconta le storie (pubbliche e private) della Russia di oggi, soffocata da un regime che, dietro la facciata di una democrazia in fieri, si rivela ancora avvelenato di sovietismo. Ma non si pensi a una fredda analisi politica: «Il mio è un libro di appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia» scrive la Politkovskaja. E tanto meno si pensi a una biografia del presidente: Putin resta infatti sullo sfondo, anzi dietro le quinte, per essere chiamato sul proscenio soltanto nel tagliente capitolo finale, dove viene ritratto come un modesto ex ufficiale del kgb divorato da ambizioni imperiali. In primo piano ci incalzano invece squarci di vita quotidiana, grottesca quando non tragica: la guerra in Cecenia con i suoi cadaveri «dimenticati»; le degenerazioni in atto nell’ex Armata Rossa; il crack economico che nel ’98 ha travolto la neonata media borghesia, supporto per un’autentica evoluzione democratica del Paese; la nuova mafia di Stato, radicata in un sistema di corruzione senza precedenti; l’eccidio a opera delle forze speciali nel teatro Dubrovka di Mosca; la strage dei bambini a Beslan, in Ossezia.

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Anna Politkovskaja era nata a New York nel 1958 da genitori ucraini diplomatici sovietici all’Onu. Aveva studiato alla facoltà di giornalismo dell’università statale di Mosca. Dopo la laurea lavorò per il quotidiano Izvestija per poi passare al giornale della linea aerea Aeroflot. Con l’inizio della perestrojka, Anna Politkovskaja passa alla stampa indipendente, che in quegli anni comincia a emergere e ad affermarsi: prima la Obščaja Gazeta, poi la Novaja Gazeta. In seguito Anna Politkovskaj è diventata una delle croniste più tenaci del conflitto in Cecenia denunciando senza paure i crimini contro la popolazione commessi da tutte le parti in lotta. In questi anni ha ricevuto molte minacce di morte da soldati russi, combattenti ceceni e altri gruppi armati che operano ai margini della guerra. E’ stata assassinata da un killer a Mosca il 7 ottobre 2006.

26
Feb

Dundovich E., Gori F., Guercetti E., a cura di, Gulag. Storia e Memoria, Feltrinelli, Milano, 2004, Saggi scelti da Reflections on the Gulag. With an Documentary Appendix on the Italian Victims of Repression in the USSR, edited by E. Dundovich, F. Gori, E. Guercetti, Annali Anno Trentasettesimo, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Milano, 2003.

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Questo volume accoglie un primo momento di riflessione e di confronto, dopo l’apertura degli ex archivi sovietici, sulla storia del sistema repressivo dei Soviet fra il 1918 e gli anni del secondo dopoguerra. Nel quadro dello sviluppo del sistema del Gulag trova posto la storia dell’emigrazione italiana e della sua repressione soprattutto negli anni del terrore staliniano. Lunghe ricerche condotte negli archivi russi hanno permesso la ricostruzione delle vicende biografiche di circa mille italiani la cui storia diventa simbolo di alcuni nodi centrali di tutta la storia del XX secolo: il rapporto fra l’Unione Sovietica e i paesi capitalisti, la dinamica che si instaura fra PCI e PC sovietico, la relazione fra il mondo dell’emigrazione straniera e lo sviluppo della politica interna e internazionale dell’URSS.

Con i saggi di: N. Petrov, Il Gulag come strumento della politica repressiva in Unione Sovietica, 1917-1939; M. Craveri, Il lavoro forzato in Unione Sovietica, 1939-1956; P. Poljan, Le repressioni contro gli stranieri in Unione Sovietica: Grande Terrore, Gulag, deportazioni; F. Firsov, Il Comintern e il terrore staliniano; E. Dundovich, F. Gori, E. Guercetti, L’emigrazione italiana in URSS: storia di una repressione; I. Ščerbakova, La memoria del Gulag. Ricordi e testimonianze orali di ex detenuti; A. Morozova, Le lettere dei detenuti politici negli anni trenta conservate nell’Archivio del Centro studi “Memorial”; H. Kaplan, Aspetti e problemi della bibliografia del Gulag.

Elena Dundovich insegna Storia delle Organizzazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Fra le sue pubblicazioni: Tra esilio e castigo (1998), L’URSS in Afghanistan (2000). Francesca Gori ha seguito per molti anni alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli la sezione dell’Est europeo e in particolare dell’ex Unione Sovietica. Tra le pubblicazioni da lei curare: The Cominform. Minutes of the Three Conferences 1947/1948/1949 (1994) e, con Silvio Pons, Dagli archivi di Mosca. L’URSS, il Cominform e il PCI, 1943-1951 (1998). Emanuela Guercetti è traduttrice, docente di Teoria e tecnica della traduzione presso l’Università degli studi di Milano.

29
Oct

Chinsky P., La fabbrica della colpa, Bruno Mondadori, Milano, 2006.

Microstoria del terrore staliniano Ancora oggi, per un russo, è impossibile evocare il 1937 senza un moto di dolore. Per la sua ferocia, l’ampiezza e l’assurdo arbitrio, il Grande terrore staliniano rappresenta una delle pagine più sanguinose e oscure del XX secolo. Arresti, falsi processi, torture: ormai si sa molto su questa tragedia collettiva e sui suoi grandi protagonisti, carnefici e vittime.Spesso, però, si perdono di vista l’emozione e la sofferenza, in ciò che esse hanno di intimo e unico. È nei destini individuali, infatti, che l’ingranaggio staliniano si rivela in tutta la sua cieca violenza. La fabbrica della colpa racconta proprio una tragedia personale: il modo in cui il NKVD, la polizia politica di Stalin, ha reso l’ingegnere chimico Izrail’ Savel’evic Vizel’skij un colpevole, un reo ostinatamente non confesso: un caso insolito, a quei tempi.Per quanto tempo e con quale frequenza vengono condotti gli interrogatori? A che cosa rinviano le deposizioni condizionali, morte, vive? Chi sono i giureconsulti di cellula? Quali possono essere le circostanze e le motivazioni di denuncia spontanea? Tutti interrogativi delucidati sul filo di questo studio innovatore, spassionato ed emozionante, che ricostruisce passo dopo passo il tragico destino di un uomo sovietico come tanti altri.

Pavel Chinsky , nato nel 1974, si è laureato all’École Normale Supérieure di Parigi, insegna a Mosca e dirige la collana di letteratura russa per le edizioni francesi Cherche Midi. È autore di Staline. Archives inédites (1926-1936) (Berg International, Paris 2001).

10
Oct

Reati F.E., Dio dira’ l’ultima parola, Arca Edizioni, Trento, 2003

Padre Emilio Fiorenzo reati è francescano, vive e lavroa in Russia da 9 anni. E’ professore al Seminario cattolico di San Pietroburgo, già direttore dell’Istituto Superiore per gli Studi filosofici “San Tommaso d’Aquino” e incaricato di corsi di filosofia presso l’Università statale di San Pietroburgo. Il presente volume è un tentativo di ricostruire sulla base di documenti di archivio, ancora sconosciuti, la tragica vicenda della Chiesa cattolica in epoca sovietica, tema ancora ignoto in Occidente.

24
Apr

Giusti M.T., I prigionieri italiani in Russia, Bologna, Il Mulino, 2003

La partecipazione italiana nell’attacco all’Unione Sovietica scatenato dalla Germania nazista nel giugno 1941 fu probabilmente, delle imprese belliche volute da Mussolini, quella di più tragico esito; e tanto più lo fu per quei militari italiani che caddero prigionieri dei russi. Gli italiani ebbero infatti, fra i prigionieri di guerra in mano sovietica, la percentuale maggiore di morti; dai lager russi, a guerra finita, non tornarono che poche migliaia di reduci. Sulla campagna di Russia, sulla prigionia, sulla sorte e il numero effettivo dei dispersi si è scritto molto. Memorie di testimoni, indagini storiche e polemiche politiche hanno tenuto desta l’attenzione su un tema che tuttavia, finché è perdurata l’inaccessibilità degli archivi sovietici, rimaneva malconosciuto. Lavorando ora su materiale inedito di parte russa, oltreché sulle testimonianze dei sopravvissuti, l’autrice ha potuto documentare per la prima volta nella sua completezza il calvario dei prigionieri italiani in Russia: dal momento della cattura alle massacranti marce del “davaj” verso i primi campi di raccolta nelle retrovie, dalla vita nei lager al difficile e contrastato rimpatrio, che per alcuni si concretò solo nel 1954. La nuova documentazione consente di identificare la rete dei campi di prigionia, di stabilire la contabilità degli internati e dei morti, di conoscere attraverso le direttive e i decreti l’atteggiamento dei sovietici riguardo ai prigionieri e il concreto funzionamento dei campi. Ne risulta una ricostruzione terribile, che con l’eloquenza spassionata dei fatti illumina un luogo ancora vivo e dolorante della memoria italiana.

11
Jan

Flores M., 1917. La rivoluzione, Einaudi, Torino 2007.

Nel nostro immaginario, la Rivoluzione novecentesca per eccellenza è ancora quella che si svolse a Pietrogrado tra il Febbraio e l’Ottobre del 1917. Novant’anni dopo, Marcello Flores ripercorre il senso e la dinamica di quel passaggio cruciale guardando alla nostra percezione di abitanti del XXI secolo. È il racconto di un lungo caos che risponde alle speranze e alle paure di tanti. È la sovversione di modi di pensare e della quotidianità, che sprigiona energie a lungo represse creando illusioni e speranze. Ma è anche l’euforia che cede il passo alla disillusione e la critica generalizzata del potere che sovrasta la partecipazione democratica. La Rivoluzione russa sostituisce l’anima razionale della politica con la pulsione emotiva della mobilitazione di massa, rimescolando le appartenenze e intrecciandosi con le forme arcaiche dell’eredità russa. Il risultato di quella miscela ha continuato ad affascinare per decenni l’Occidente, che vi ha riflesso le sue aspettative e l’immagine di un suo possibile futuro. Perché, come ha scritto Arthur Koestler, «la conversione al comunismo non era una moda o una follia, ma l’espressione sincera e spontanea di un ottimismo portato alla disperazione».

25
Oct

Lugovskaja N., Il diario di Nina, traduzione di E. Dundovich, cura e postfazione di E. Kostioukovitch, Frassinelli, Milano, 2004.

Nina è una ragazzina moscovita che nelle prime pagine ha appena tredici anni. Intelligente, emotiva, curiosa, attraversa crisi adolescenziali, nutre grandi ambizioni, è gelosa delle sorelle e ama in segreto. Ma, soprattutto, ha uno sguardo maturo con cui coglie e valuta gli eventi e il mondo che la circonda. Attraverso di lei sappiamo come si viveva nella Mosca degli anni Trenta, dove le perquisizioni erano all’ordine del giorno, lo spettro del confino o addirittura del Gulag una possibilità più che concreta così come la fame, gli stenti, la convivenza forzata. Rinvenuto recentemente negli archivi della polizia segreta russa dalla studiosa Irina Osipova, il testo è giunto fino a noi intatto, indenne da intromissioni famigliari o da devastazioni censorie.

20
Oct

Flores M., a cura di, Diritti umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell’epoca della globalizzazione, UTET 2007

DIRITTI UMANI è la prima grande opera al mondo che fa il punto più completo e aggiornato sulla cultura dei diritti umani. L’opera si configura come un lavoro veramente “multimediale”. E’ infatti organizzata in “moduli” che attingono a “media” differenti: testi scritti (voci enciclopediche, saggi, documenti giuridici e filosofici, trattati), disegni e schemi, reportage fotografici, filmati, ipertesti:
2 volumi di DIZIONARIO: tutte le voci dei diritti umani, in un’ampia e approfondita trattazione enciclopedica
2 volumi di ATLANTE: una panoramica dei diritti umani attraverso il mondo
1 volume di DOCUMENTI: i testi dei diritti umani, dall’antichità ad oggi
L’ALBUM DEI DOCUMENTI FOTOGRAFICI, in coedizione con Contrasto: la fotografia umanitaria attraverso il lavoro di venti fotografi di fama internazionale in un volume di denuncia e di grande impatto emotivo
VIAGGIO NEI DIRITTI UMANI, 2 dvd video (3D Produzioni Video): un viaggio attraverso i cinque continenti, tra cronaca, informazione, emozione e poesia, con le voci narranti di Michele Placido e Laura Morante, con il contributo della testimonianza di storici, economisti, premi Nobel,giornalisti, giuristi, sociologi, operatori umanitari e, soprattutto, delle vittime delle violazioni dei diritti umani
1 CD-ROM ipertestuale: un potente motore di ricerca permette la consultazione ipertestuale di tutti i testi del Dizionario e dell’Atlante.