Kizny T., GULAG, Bruno Mondadori, Milano, 2004. Con testi di Norman Davies, Jorge Semprun, Sergej Kovalev.

Un documento eccezionale sulla storia dell’ex Unione Sovietica e sul suo sistema concentrazionario. Un’opera, frutto di diciassette anni di ricerche, che raccoglie 550 fotografie, la maggior parte delle quali mai viste, e cartine, dati, analisi basate su documenti di prima mano.
«Decine di milioni di zek e prigionieri, fossero essi criminali o prigionieri politici, morirono di fame e di freddo, furono sfruttati, picchiati e uccisi. Alcuni tra i più giovani, i più forti e i più resistenti, riuscirono a sopravvivere. Ma la speranza di vita non andava al di là di un inverno», NormanDavies; «Bisogna mettere a confronto nazismo e comunismo per stabilire in modo storicamente indiscutibile l’identità e le differenze tra i due sistemi sociali totalitari. C’è, infatti, identità e alterità tra gli arcipelaghi dei Lager nazisti e i Gulag stalinisti. Le immagini di questo libro permettono di comprenderlo», Jorge Semprun; «Ancora oggi i giornalisti sanno che cosa non hanno il diritto di evocare. I giudici conoscono i confini della propria indipendenza. Questi sono gli effetti della loro educazione sovietica. È l’ombra proiettata dal Gulag», Sergej Kovalev.

Tomasz Kizny , fotografo e giornalista polacco, dopo l’entrata in vigore della legge marziale nel 1981, è stato uno dei fondatori di “Dementi”, associazione clandestina di fotografi indipendenti. Dal 1986 ha raccolto le testimonianze dei vecchi prigionieri di guerra polacchi tornati in patria dopo la morte di Stalin. Dopo la caduta del regime sovietico ha viaggiato su tutto il territorio dell’ex Unione Sovietica alla ricerca di ricordi e tracce di quello che costituiva un mondo a parte, quella terra sperduta nel mezzo dell’immensità sovietica: il Gulag. Vive e lavora a Parigi.