Kersnovskaja E., Skol’ko stoit celovek, Rosspen, Moskva 2006

In questo volume di memorie, illustrato da centinaia di suoi disegni, Evfrosinija Kersnovskaja ripercorre la sua straordinaria vicenda umana e il suo viaggio attraverso i vari gironi del Gulag. Deportata in Siberia come molti suoi compatrioti dopo l’occupazione sovietica della Bessarabia, conosce il lavoro massacrante al taglio del bosco, le più crudeli angherie e la fame, finché si decide a fuggire. Percorre così a piedi millecinquecento chilometri da sola nella tajga, prima di venire nuovamente catturata e condannata alla fucilazione. Ma la condanna è commutata in 10 anni di lager, e Kersnovskaja li sconta in diversi campi, dove lavora come muratore, veterinario, infermiera, inserviente all’obitorio, minatore… Anche qui, incontra compagni di sventura e aguzzini, raccoglie centinaia di storie.
Il libro è una testimonianza davvero unica ed estremamente convincente, anche grazie all’efficacia delle illustrazioni, della capac