Gori F, a cura di, La Cecenia dei bambini, Einaudi, Torino 2007.

Questo volume raccoglie una scelta di temi scritti da studenti ceceni per partecipare al concorso “L’uomo e la storia. La Russia nel XX secolo”, indetto annualmente fin dal 1999 fra gli studenti delle ultime classe della scuola dell’obbligo dall’associazione Memorial.
La lunga tragedia del Caucaso rivive nelle pagine straordinarie di questi componimenti scolastici, che i bambini e i ragazzi di Cecenia hanno scritto negli anni per raccontare la propria vita familiare. Storie di giovani e giovanissimi che assistono a violenze devastanti, memorie di ragazzi che ricordano decenni di soprusi, racconti di assuefazione precoce alla morte. È un’epopea che scorre dinanzi ai nostri occhi, nelle parole semplici e feroci di adolescenti già consapevoli della brutalità del quotidiano. È la storia orale di un popolo e del suo dramma senza fine, una storia che affonda le sue radici nell’impero zarista e che in questi anni è tornata ad interrogare le nostre coscienze. Su tutto, riemerge l’orgoglio di una nazione che dopo aver combattuto per secoli nel Caucaso contro i russi oggi rivendica nuovamente la propria identità.

“Una notte, quando cominciarono i bombardamenti, il nonno si spaventò a tal punto che ci potesse succedere qualcosa che non lo sopportò. La mattina dopo il bombardamento si mise a letto, nonostante che fosse un uomo molto forte. Rimase a letto tutto il giorno, la sera si sentì peggio e di notte morì, morì sotto i nostri occhi. Io e tutti gli altri attorno sembravamo impazziti. Un uomo stava morendo e noi non potevamo andare da nessuna parte a cercare un aiuto. La morte dunque avviene in maniera molto semplice e niente può ostacolarla. Quella notte probabilmente maturai di colpo di diversi anni. Mi sembrava di essere svuotato di ogni sentimento. Provavo soltanto voglia di morire”.